«Sammy è in città,» continuò quella voce meticolosa, segnata da un leggero accento.

Simon sorseggiò il suo vino. «Sammy?» Si adeguò al tono distaccato dell’altro. «Mi sento lusingato.»

«Oh, lei ha una notevole reputazione, Tregarth. Per lei, l’organizzazione ha sguinzagliato i migliori segugi. Ma dopo il modo efficiente con cui ha sistemato Kotchev e Lampson, restava solo Sammy. Tuttavia, è di stoffa un po’ diversa dagli altri. E lei, se mi perdona di essermi intrufolato nelle sue faccende personali, è in fuga da diverso tempo. È una situazione che non serve esattamente a rafforzare un individuo.»

Simon rise. Si stava godendo il vitto eccellente ed il buon vino, e persino le oblique punzecchiature del dottor Jorge Petronius. Ma non abbassò la guardia.

«Quindi, avrei bisogno di rafforzarmi? Ebbene, dottore, che rimedio mi propone?»

«C’è… il mio.»

Simon posò il bicchier di vino. Una goccia rossa colò lungo lo stelo e venne assorbita dalla tovaglia.

«Mi hanno detto che i suoi servigi costano cari, Petronius.»

L’ometto scrollò le spalle. «Naturalmente. Ma in cambio posso assicurarle la sicurezza totale. Quelli che si fidano di me ricevono un’assistenza che vale i dollari spesi. Non ho mai ricevuto reclami.»

«Purtroppo io non posso permettermi i suoi servigi.»

«Le sue attività recenti hanno eroso fino a tal punto le sue riserve in contanti? Ma certo. Tuttavia, lei è partito da San Pedro con ventimila dollari. Non può aver dato fondo completamente ad una simile somma, in questo breve tempo. E se incontrasse Sammy, ciò che resta verrebbe restituito a Hanson.»

Simon strinse le labbra. Per un istante assunse un’espressione che rispecchiava la sua pericolosità, la stessa che avrebbe veduto Sammy se si fossero incontrati faccia a faccia.



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