
«Dopo Berlino, si è dedicato a diversi affari discutibili, fino a quando ha commesso l’imprudenza di infastidire Hanson. Un altro affare in cui si è trovato spinto a sua insaputa? Lei mi sembra un uomo sfortunato, Tregarth. Speriamo che questa notte la sua sorte cambi.»
«Dove stiamo andando… al porto?»
Udì ancora una volta la stessa risata soddisfatta. «Siamo diretti verso il centro, ma non al porto. I miei clienti viaggiano, ma non per mare, aria o terra. Che cosa sa delle tradizioni della sua patria d’origine, colonnello?»
«Matacham, in Pennsylvania, non ha tradizioni di cui…»
«Non mi riferisco ad una rozza cittadina mineraria di questo continente. Sto parlando della Cornovaglia, che è più antica del tempo… del nostro tempo.»
«I miei nonni venivano dalla Cornovaglia. Ma non so altro.»
«La sua famiglia era di sangue puro, e la Cornovaglia è antica, antichissima. Nelle leggende, è associata al Galles. Vi era nato re Artù, ed i romani ed i britanni si rifugiarono entro i suoi confini, quando le asce dei sassoni li spedirono al limbo. Prima dei romani vi furono altri: molti, molti altri, alcuni dei quali possedevano strane conoscenze. Lei mi renderà felice, Tregarth.» Vi fu una pausa, come per dargli il tempo di fare qualche commento: ma quando Simon non rispose, Petronius continuò.
«Sto per farle conoscere una delle tradizioni della sua terra d’origine, colonnello. Un esperimento molto interessante. Ah, eccoci arrivati.»
La macchina s’era arrestata davanti ad un vicolo buio. Petronius aprì la portiera.
«È l’unica lacuna della mia sede, Tregarth. Il vicolo è troppo stretto perché la macchina possa passare; dobbiamo andare a piedi.»
Per un momento Simon fissò l’imboccatura nera del vicolo, chiedendosi se il dottore l’aveva condotto al macello. Sammy lo stava aspettando lì? Ma Petronius aveva acceso una lampada tascabile e ne agitava il raggio, come in un cenno d’invito.
