
«Ma in Cornovaglia vi era un’altra pietra del potere… il Seggio Periglioso. Si diceva che fosse in grado di giudicare un uomo, di misurarne il valore, e di mandarlo al suo fato. Si diceva che Artù ne avesse scoperto le facoltà grazie al Veggente Merlino, e l’avesse incluso tra i seggi della Tavola Rotonda. Sei dei suoi cavalieri provarono a sedervisi… e scomparvero. Poi ne vennero due che conoscevano il suo segreto e rimasero: Percival e Galahad.»
«Mi stia a sentire,» Simon era amaramente deluso, tanto più che quasi aveva osato riprendere a sperare. Petronius era pazzo, e non c’era scampo, dopotutto. «Artù e la Tavola Rotonda… una favola per bambini. Lei parla come se…»
«Come se fosse storia autentica?» l’interruppe Petronius. «Ah, ma chi può dire che cos’è storico e che cosa non lo è? Ogni parola del passato che giunge fino a noi è colorata ed influenzata dalla cultura, dai pregiudizi, persino dalle condizioni fisiche dello storico che la tramanda alle future generazioni. La tradizione genera la storia: e cos’è la tradizione se non orale? Lei stesso ha visto cambiare tutta la sua vita a causa di una testimonianza menzognera. Tuttavia, quella testimonianza è stata inserita nella documentazione, e adesso è diventata storia, per quanto falsa. Come si può affermare che questa storia sia leggendaria e che quell’altra sia autentica, e come se ne può avere la certezza? La storia viene fatta e registrata da esseri umani, ed è piena di tutti gli errori cui va soggetta la nostra specie. Vi sono frammenti di verità nella leggenda, e molte menzogne nella storia accettata. Lo so bene… perché il Seggio Periglioso esiste!
