
Elli si ritrasse, con espressione sconvolta e subito Miles addolcì il tono, vergognandosi profondamente del suo scoppio d’ira. «Scusami, Elli: so di essere irritabile. La morte di quel prigioniero che è caduto dalla navetta mi ha scosso più… più di quanto avrebbe dovuto. Sembra proprio che non riesca a…»
«Ho parlato a sproposito, signore.»
Quel "signore" fu come uno spillone conficcato in un bambolina voodoo a sua immagine e somiglianza. Miles trasalì. «Niente affatto.»
Bene, bene, bene: tra tutte idiozie che si era imposto come Ammiraglio Naismith, c’era anche la dichiarata decisione di non avere alcun rapporto intimo con i suoi subordinati. Gli era sembrata una buona idea, approvata anche da Tung. Ma Tung era nonno, per amor del cielo, e con ogni probabilità le sue gonadi si erano atrofizzate da anni. Miles ricordò come aveva scansato la prima, e unica, avances che Elli aveva tentato nei suoi confronti. «Un buon impiegato non va a fare spese nel negozio della sua società» le aveva spiegato gentilmente. Perché lei non gli aveva tirato un pugno sul muso per la sua fatuità? Invece aveva incassato senza commenti quell’insulto involontario e non ci aveva più riprovato. Chissà se si era mai resa conto che lui aveva inteso parlare di se stesso, e non di lei?
Tutte le volte che restava con la flotta per lunghi periodi, cercava sempre di affidarle degli incarichi distaccati dai quali, invariabilmente, Elli tornava con risultati superbi. Era stata lei a comandare il gruppo mandato in avanscoperta sulla Terra e quando la flotta dendarii era entrata in orbita, sia la Kaymer che tutti gli altri fornitori erano già pronti. Un ottimo ufficiale, probabilmente il migliore, dopo Tung. Cosa non avrebbe dato per potersi tuffare in quel corpo snello e flessuoso e abbandonarsi in esso, ora. Ma era troppo tardi, si era giocato tutte le sue possibilità.
