Elli increspò le labbra morbide in una smorfia perplessa e gli rivolse un’amichevole (forse) scrollata di spalle. «Non ti assillerò più, ma almeno pensaci. Non credo di aver mai visto un essere umano che avesse più bisogno di andare a letto.»

Oh, Dio, che frase diretta… cosa significavano realmente quelle parole? Era un commento cameratesco, o un invito, si chiese con una stretta al cuore. Se era solo un commento e lui l’avesse invece scambiato per un invito, Elli avrebbe potuto pensare che faceva pressione per ottenere i suoi favori sessuali; ma se fosse stato il caso contrario, avrebbe potuto sentirsi insultata e non rivolgergli più la parola per il resto dei suoi giorni. In preda al panico, sorrise storto e sbottò: «No, quello di cui ho bisogno in questo momento è di essere pagato, non di essere messo a letto. Dopodiché, dopodiché… magari potremmo anche andare a visitare qualche posto interessante. Mi sembra criminale aver fatto tutta la strada fin qui, anche se è avvenuto per caso, e non vedere niente della Vecchia Terra. Dovrei comunque avere una guardia del corpo per tutto il tempo che sto sul pianeta.»

Elli raddrizzò la schiena, con un sospiro. «Ma certo, prima il dovere.»

Sì, prima il dovere. E il suo dovere adesso era quello di fare rapporto ai datori di lavoro dell’ammiraglio Naismith, dopodiché tutti i suoi problemi si sarebbero di molto semplificati.


Miles avrebbe voluto avere il tempo di indossare abiti civili prima di imbarcarsi in quella spedizione, perché la nuova uniforme grigio-bianca da ammiraglio Dendarii spiccava troppo in quel centro commerciale; e avrebbe dovuto dare a Elli il tempo di cambiarsi, così avrebbero potuto fingere di essere un soldato in licenza con la sua ragazza. Ma tutti i suoi abiti civili erano infilati in una cassa a parecchi pianeti di distanza… sarebbe mai riuscito a recuperarli? Erano abiti fatti su misura, molto costosi, non tanto come segno del suo rango sociale, quanto per pura necessità.



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