
Era nudo. Sempre più coloro che vivevano come lui tendevano a liberarsi del tutto dai vestiti e a usare come abito una tinta color pelle. A volte, però, bisognava ricoprirsi. Un Ythrano stesso era raramente sprovvisto di cintura e borsa. Questo sarebbe stato un viaggio piuttosto freddo, e lui non aveva le penne. Attraversò il piccolo appartamento per andare a prendere una tuta e degli stivali.
Nel passare gettò un’occhiata sullo scrittoio su cui giacevano gli appunti del suo lavoro, e, in un mucchio, i testi e le opere di consultazione di cui si serviva al momento, tutti editi dalla Biblioteca Centrale. Dannazione!, pensò. Mi dispiace abbandonarli proprio adesso che sono quasi riuscito a dimostrare il teorema.
Con la matematica riusciva a volare. Spesso aveva immaginato di poter provare con la mente la stessa pura estasi che un Ythrano, tutto solo lassù in alto, prova nella carne. E così aveva accettato il compromesso di riconciliazione col padre. Avrebbe continuato i suoi studi, e con essi il suo obiettivo, quello di diventare un matematico di professione. A tal fine aveva accettato un certo aiuto economico, benché non ci si potesse più aspettare che rimanesse in casa. Quel poco che gli serviva ancora per vivere se l’era guadagnato da solo, facendo il mandriano e il cacciatore quando se ne andava dagli Ythrani.
Daniel Holm aveva borbottato, dietro un accenno di sorriso: «Tu hai una mente brillante, figliolo. Non avrei voluto vederla sprecata così. E nello stesso tempo, è troppo brillante. Se non fosse che stai diventando uccello saresti tutto preso dai tuoi libri, o dal disegno o la poesia, e non ti muoveresti neppure: alla fine ti verrebbe il sedere quadrato e nemmeno te ne accorgeresti. Immagino che dovrei provare un po’ di gratitudine verso i tuoi amici, per aver fatto di te un atleta».
«I miei compagni di gruppo», lo aveva corretto Arinnian. Aveva appena ricevuto il nuovo nome, ed era pieno di orgoglio e di franchezza. Questo era stato quattro anni prima; oggi poteva sorridere a se stesso. Il governatore non si era sbagliato del tutto.
