
«Gli uomini», disse alla fine con voce amara. Poi aggiunse, gelidamente: «No! Non posso darti alcuna protezione. La mia razza non ha protezione su questa terra. Se vuoi imparare ciò che posso insegnarti, devi rischiareìl furore dei tuoi compatrioti».
Ma poi, d’un tratto, ha scritto qualcosa su una pergamena, e l’ha premuta su un qualche oggetto al suo fianco, gettandolo poi al suolo.
«Se gli uomini ti attaccano», ha detto con disprezzo, «strappa questa pergamenta e buttala lontano da te. Se non ci sarà metallo maledetto lì intorno, potrebbe distrarli un po’ mentre fuggi. Ma basterà un pugnale a ridurre tutto al niente!»
Poi si è allontanato. Ed è svanito. Ed io son rimasto lì a tremare violentemente a lungo, prima di ricordarmi della formula di Apollonio di Tiana per congedare gli spiriti del male. Mi azzardai a uscire dal cerchio magico. Nessun male me ne incolse. Raccolsi la pergamena da terra e la esaminai alla luce della luna. I simboli su di essa erano senza significato, anche per uno come me che ha studiato tutto ciò che è conosciuto sui misteri. Sono tornato al villaggio, meditabondo.
Ti ho detto tanto e con tanti particolari perché tu possa osservare come questo Potere non abbia parlato con orgoglio o minacce, cose di cui molti autori dei misteri e delle Operazioni parlano. Si dice* spesso che un adepto debba comportarsi con grande fermezza durante un’Operazione, per evitare che i Poteri da lui evocati lo sopraffacciano. Invece questo Potere ha parlato con voce stanca, ironica, come qualcuno prossimo alla morte. E ha anche parlato della morte. Il che, naturalmente, era una prova e un inganno, siccome i Principi e i Poteri delle tenebre non sono forse immortali?
