Vedendo arrivare Hooch, si tirò a sedere appoggiandosi su un gomito, agitò un braccio in segno di saluto, quindi crollò di nuovo sul pavimento senza dire una sola parola. Il fazzoletto che teneva legato sull’occhio mancante gli era scivolato sulla fronte, così da esporre l’orbita vuota con le palpebre ripiegate all’interno. Hooch ebbe l’impressione che quell’occhio vuoto lo guardasse. Quella sensazione non gli piacque per niente. Lolla-Wossiky non gli andava a genio. Harrison era il tipo d’uomo che amava vedersi intorno quel genere di squallide creature — forse perché per contrasto lo facevano sentire un grand’uomo — ma a Hooch quei miserabili esemplari umani non piacevano affatto. Perché Lolla-Wossiky non era ancora morto?

Proprio mentre stava per aprire la porta di Harrison, Hooch alzò gli occhi dall’orbo ubriacone incontrando lo sguardo di un altro Rosso, e qui accadde la cosa buffa: per un istante, da quanto somigliava a Lolla-Wossiky, lo scambiò per quest’ultimo. Solo che era un Lolla-Wossiky con entrambi gli occhi, e niente affatto ubriaco, nossignori. Dalle piante dei piedi allo scalpo, quel Rosso doveva essere più di un metro e ottanta, ed era appoggiato al muro, la testa rasa tranne il ciuffo dello scalpo, gli abiti puliti e in ordine. E stava diritto, come un soldato sull’attenti, e non degnò Hooch neanche di un’occhiata. Il suo sguardo si perdeva in lontananza. Eppure Hooch capì all’istante che quel ragazzo vedeva tutto, anche se non concentrava lo sguardo su nulla.

Era un pezzo che Hooch non vedeva un Rosso come quello, così gelido e padrone di sé.

Pericoloso, pericoloso… Forse che Harrison si stava rammollendo per lasciar circolare nel proprio quartier generale un Rosso con quello sguardo? Con un portamento da re, e braccia così poderose da piegare un arco ricavato dal tronco di un querciolo di sei anni? Lolla-Wossiky era così spregevole da dargli la nausea. Ma quel Rosso che somigliava a Lolla-Wossiky era l’esatto contrario. E lungi dal fargli venire la nausea, lo faceva infuriare, con quell’aria così orgogliosa e provocatoria da dare l’impressione che si ritenesse alla pari dei Bianchi. Anzi, superiore. Ecco che effetto faceva… di uno che si ritenesse superiore.



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