
«Me la leggerebbe lei?» chiede, e crolla sulla sedia, appoggiando la testa contro il petto. Vedo che anche le unghie sono piagate.
Le mie mani non sentono più nulla. Prendo la busta dagli angoli e la giro. Un po’ di pelle del suo dito è rimasta attaccata al lembo. Mi allontano dal tavolo. «Devo trovare il dottore, è un’emergenza.»
«Non lo troverebbe,» dice. Il sangue gli gocciola dalla punta del dito scendendo giù fino alla piega sull’unghia. «È andato al fronte.»
«Che?» domando, continuando ad arretrare finché arrivo alla coperta. «Non la capisco.»
«È andato al fronte,» mi spiega, più lentamente, e stavolta riesco a decifrare le parole, ma non hanno senso. Come fa il dottore a stare al fronte? È questo il fronte.
Spinge la candela dalla mia parte. «Le ordino di leggermi la lettera.»
Non sento più niente nelle dita. Apro la busta da un lato, quasi strappando la lettera in due. È una lettera lunga, piena di equazioni e cifre, ma le parole sono deformate e si leggono a fatica. «“Mio stimato collega! Ho letto la sua dissertazione con estremo interesse. Non mi aspettavo che si potesse formulare la soluzione esatta del problema in modo così semplice. La trattazione analitica del problema mi sembra splendida. Giovedì prossimo presenterò il lavoro all’Accademia con diversi interventi chiarificatori!”»
«Formulata in modo così semplice,» dice Schwarzschild, come se stesse soffrendo. «Basta così. Metta giù la lettera. Finisco di leggerla da solo.»
Appoggio la lettera sul tavolo davanti a lui, e un attimo dopo sono giù in trincea che corro nel buio con il suono del fronte che mi circonda, un ruggito che scuote la terra. Alla prima curva, Muller mi afferra un braccio e mi blocca. «Che ci fai qui?» grido. «Torna indietro! Indietro!»
«Indietro?» dice. «Il fronte è da quella parte.» Indica la direzione da cui è venuto. Ma il fronte non è da quella parte. È dietro di me, nel quartier generale dell’artiglieria. «Ti avevo detto che ci sarebbe stato un bombardamento stanotte. Hai visto il dottore? Gli hai dato il messaggio? Che ha detto?»
