
Ma il fronte non è separato. È dentro Schwarzschild, e i sintomi che ho comunicato quando ho spedito il messaggio all’esterno, escoriazioni e bolle in suppurazione, non sono proprio il suo problema principale. Le lesioni sulla pelle sono solo il filo spinato e le trincee di collegamento e i crateri da proiettili di un fronte che sta da qualche parte dentro di lui.
Il dottore mi applica una nuova fasciatura di garza sulla mano. «Ho provato a far riformare Schwarzschild,» dice, e Muller lo osserva, sbalordito. «Le linee di rifornimento sono bloccate dalla neve.»
«Schwarzschild non può essere riformato,» dico. «Il fronte è dentro di lui.»
Il dottore rimette a posto il rotolo di garza e chiude la borsa. «Quando la strada verrà sgombrata, ti faccio riformare per sintomi da assideramento. Anche Muller.»
Muller è tanto sorpreso che si lascia sfuggire: «Non ho sintomi da assideramento.»
Ma il dottore non ascolta più. «Dovete fuggire entrambi,» dice, e non sono nemmeno sicuro che si stia ascoltando mentre lo dice, «finché potete.»
«Ho una teoria sul perché non mi hai parlato dei problemi di Schwarzschild,» dice Muller appena il dottore se ne è andato.
«Vado a prendere la posta.»
«Non ce ne sarà,» mi urla dietro Muller. «Le linee di rifornimento sono bloccate.» E invece c’è posta, sparpagliata fra i pezzi della motocicletta. Ne mancano solo pochi. Appena la strada verrà liberata, la recluta potrà montare in sella e andarsene.
Raccolgo le lettere e le porto alla luce della lanterna per leggerle, ma i miei occhi sono messi proprio male, non vedo altro che macchie rosse. «Le porto alla baracca della trasmittente,» dico, e la recluta annuisce senza nemmeno girarsi.
