Non ebbe bisogno di finire la frase, perché il ragazzo s’era già avviato alla porta con un cenno del capo e un sorrisetto che sembrava dire «Certo, capisco», il che rese la sua uscita un vero spettacolo di elegante discrezione. Questo informò Pipo che la richiesta della superiora lo aveva seccato moltissimo; il ragazzo aveva un autentico talento nel far sentire gli adulti un po’ sciocchi o immaturi di fronte a lui.

— Si tratta di questo — disse la superiora. — Novinha ha fatto domanda per sostenere, anticipatamente, l’esame di xenobiologia. Per prendere il posto lasciato dai suoi genitori.

Pipo inarcò un sopracciglio.

— Afferma di aver studiato intensamente la materia fin da quand’era una bambinetta. E di esser pronta a mettersi al lavoro anche adesso, senza alcun apprendistato.

— Ha appena tredici anni, se non sbaglio.

— Ci sono dei precedenti. Molti hanno sostenuto simili esami anticipati. Uno, ancora più precoce di lei, fu promosso a pieni voti. Accadde duemila anni fa, ma gii fu concesso. Il vescovo Peregrino è contrario, naturalmente; ma il sindaco, Bosquinha, benedetta la sua anima pratica, ha puntualìzzato che Lusitania necessita assolutamente di uno xenobiologo. Dobbiamo deciderci a sviluppare nuove varietà dalle piante locali, un po’ per arricchire la nostra dieta e un po’ perché queste darebbero raccolti migliori nel suolo di Lusitania. Le sue parole sono state; «Non m’importa se è una ragazzina. Qui ci vuole uno xenobiologo».

— E lei vuole che sia io a farle l’esame?

— Se questo non le scomoda.

— Sarò lieto di occuparmene.

— Ho detto loro che lei non sarebbe stato contrario.

— Sì. Ma devo ammettere di avere un motivo personale.

— Oh?

— Credo che avrei dovuto fare di più per lei. Mi piacerebbe vedere se non è troppo tardi per cominciare adesso.



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