Non farmi la predica, pensò Pipo. Dimmi cosa senti! E per provocarle una reazione emotiva sussurrò: — Eccetto te.

Funzionò. Da fredda e accusatoria, la voce di lei si scaldò e passò sulla difensiva: — Lei non potrebbe mai capirli. Ma io ci riuscirei!

— Perché t’importa di loro? Cosa sono i maiali per te?

— Lei non capirebbe mai. Lei è un buon cattolico - disse, dando una sfumatura sprezzante alla parola. — C’è un libro, uno che è stato messo all’indice dalla Chiesa.

Nello sguardo di Pipo ci fu un improvviso lampo di comprensione. — La regina dell’Alveare e l’Egemone.

— Lui… chiunque fosse, visse tremila anni fa, e si autonominò l’Araldo dei Defunti. Ma lui capiva gli Scorpioni. Noi li abbiamo spazzati via dal primo all’ultimo, la sola razza non umana che avessimo mai incontrato, e li abbiamo uccisi tutti, ma lui capiva.

— E tu vuoi scrivere la storia dei maiali, nello stesso modo in cui il primo Araldo scrisse degli Scorpioni.

— Il modo in cui lo dice… lei lo fa sembrare facile come buttar giù un compito in classe. Lei non ha idea di cosa fu scrivere La Regina dell’Alveare e l’Egemone. Non ha idea dell’agonia che gli costò… immaginare se stesso dentro una mente aliena, e venirne fuori e ritrovarsi colmo d’amore per la grande creatura che noi abbiamo annientato. Lui visse nello stesso periodo del più orribile essere umano che sia mai esistito, Ender lo Xenocida, quello che sterminò gli Scorpioni, e fece del suo meglio per ricreare ciò che Ender aveva distrutto. L’Araldo dei Defunti cercò di resuscitare ciò che era morto…

— Ma non poté farlo.

— No, lo fece! Li ha resuscitati… lei dovrebbe saperlo, se ha letto il libro! Io non so se Gesù Cristo abbia mai potuto. So solo di aver ascoltato le parole del vescovo, Peregrino, e non credo che tutti i santi messi insieme riuscirebbero a cambiare un’ostia in carne o a cancellare la millesima parte di un peccato. Ma l’Araldo dei Defunti ha riportato in vita la Regina dell’Alveare.



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