
Unione di vocali: La combinazione ou ha il suono di ow in throw; ai come la igh in high; ed ei come la eigh in weigh. Il gruppo eu, che non esiste in inglese, va pronunciato come il rapidissimo susseguirsi della e di get e della u di put.
Vocali nasali: una o più vocali sovrastate dal trattino ondulato (solitamente ão e ã) o la combinazione am in fine di parola, sono tutte nasalizzate, ovvero pronunciate come se fossero seguite dall’inglese ng, solo che quest’ultimo non è ancora abbastanza chiuso. Inoltre, le sillabe sovrastate dal trattino ricurvo sono sempre fortemente accentate, così, ad esempio, il nome Marcão verrebbe pronunciato mah-KOWNG da un inglese.
E se continuassi col dirvi che quando la t viene prima della i ha il suono dell’inglese ch, o che il d nello stesso schema ha la pronuncia della j inglese, oppure che la x suona sempre come sh salvo quando va pronunciata z, potreste decidere di averne abbastanza, così lascerò perdere.
PROLOGO
Nell’anno 1830, diciotto secoli dopo la nascita della Federazione Starways, una sonda astronomica robotizzata trasmise un rapporto via ansible: il pianeta su cui stava raccogliendo dati corrispondeva perfettamente ai parametri entro cui era possibile la vita umana. Il più vicino mondo su cui vi fosse un’eccedenza di popolazione era Baìa, e fu a questo che la Federazione Starways concesse la licenza di esplorazione.
Accadde così che i primi essere umani a porre lo sguardo su quel nuovo pianeta furono di lingua portoghese, di cultura brasiliana, e di religione cattolica. Nell’anno 1886 essi sbarcarono dal trasporto orbitale, si fecero il segno della croce, e chiamarono il pianeta Lusitania, l’antico nome del Portogallo. Poi cominciarono a catalogare la flora e la fauna. E cinque giorni più tardi si resero conto che certi piccoli animali abitatori della boscaglia — da loro chiamati porquinhos, maiali — non erano affatto animali.
