
«Di che ti sei scordata, piccola Peggy?» chiese sommessamente papà.
In quel preciso istante la piccola Peggy pensò di essere la bambina più stupida mai comparsa sulla faccia della terra. Eccola lì che si metteva a negare prima ancora di essere accusata di qualcosa.
Ma non era disposta a cedere, almeno non così, non subito. Non riusciva a sopportare che si arrabbiassero con lei, e avrebbe tanto voluto che la lasciassero andare a vivere in Inghilterra. Perciò assunse la sua espressione più innocente e disse: «Non lo so, papà».
Si figurava che l’Inghilterra fosse il miglior posto in cui andare a vivere perché l’Inghilterra aveva un Lord Protettore. Da ciò che scorgeva nello sguardo di papà, un Lord Protettore era esattamente ciò di cui avrebbe avuto bisogno in quel momento.
«Di che ti sei scordata?» chiese di nuovo papà.
«Dillo e falla finita, Horace» disse mamma. «Se ha sbagliato, ha sbagliato».
«Me ne sono scordata una volta soltanto» disse la piccola Peggy. «È una vecchia gallinaccia cattiva, e non mi può vedere».
«Una volta soltanto» ripeté papà scandendo sommessamente le parole.
Poi tirò fuori la mano da dietro la schiena. E in quella mano non c’era un uovo soltanto, ma un intero cestino. E quel cestino conteneva un ammasso di paglia — probabilmente tutta la paglia del nido di Maria la Sanguinaria — e la paglia era appiccicata in un unico blocco, con pezzi di guscio e tuorli e chiare essiccate e i cadaverini mangiucchiati di tre o quattro pulcini.
«Era proprio necessario portarmi in casa questa roba prima di colazione, Horace?» chiese la mamma.
«Non so che cosa mi faccia arrabbiare di più» disse papà. «Se il malestro che ha combinato, o la bugia che è andata ad inventarsi».
