
Il Médico Forense bisbigliò qualcosa nel registratore mentre esaminava le orecchie, il naso, gli occhi e la bocca della vittima, rigirando poi con un paio di pinze un flacone di plastica che giaceva per terra accanto alla mano tesa del morto. Era un litro di liquido sturalavandini.
Falcón tornò nel corridoio e controllò le stanze del pianterreno. La sala da pranzo era ultramoderna, il tavolo un ripiano di vetro opaco verde montato su due archi di acciaio inossidabile. Era apparecchiato perfettamente per dieci commensali. Le sedie erano bianche, così come il pavimento, le pareti e le lampade. Pranzare al gelo dell’aria condizionata doveva dare la sensazione di stare dentro un frigorifero, ma senza l’ingombro dei contenitori di burro e di cibi avanzati. Falcón dubitava che quella stanza avesse mai accolto molta gente.
Al confronto il soggiorno sembrava la mente di una persona confusa, ogni superficie ingombra di soprammobili, di ricordi provenienti da ogni parte del mondo. Falcón immaginò vacanze nelle quali Vega fotografava in modo ossessivo servendosi della tecnologia più avanzata mentre la moglie saccheggiava i negozi di souvenir. Al centro del divano un telefono portatile, una scatola piena a metà di cioccolatini e telecomandi per televisione, DVD e satellite. Sul pavimento un paio di ciabattine rosa ornate di piume. Le luci erano spente, così come il televisore.
I gradini che salivano alle camere da letto erano lastre di granito nerissimo. Salendo lentamente Falcón ne esaminò la superficie liscia come vetro. Niente. Il pavimento in cima alle scale era di granito nero con intarsi romboidali in marmo bianco. Si diresse verso quella che intuiva essere la stanza padronale. Nel letto matrimoniale c’era una donna. Un guanciale le era stato premuto sul volto, e aveva le braccia spalancate sul piumino leggero come a chiedere aiuto. Su un polso si vedeva il cinturino sottile di un orologio. L’unico piede visibile aveva uno smalto rosso vivo sulle unghie. Falcón si accostò al letto e tastò il polso mentre osservava i due affossamenti sul cuscino. Anche Lucía Vega era morta.
