Mano nella mano scesero i gradini uno alla volta finché ebbero lasciato il fresco dell’aria condizionata, per immergersi nel caldo all’esterno, un muro solido e immobile di calore senza nemmeno un alito di frescura, all’alba, dopo un’altra notte opprimente. Attraversò la strada deserta. Le fronde delle palme, flosce e a brandelli, facevano pensare a problemi di sonno in quei paraggi. Unico suono là fuori sull’asfalto era quello dei condizionatori, che soffiavano altra aria bollente e sgradita nell’atmosfera soffocante dell’esclusivo quartiere di Santa Clara, alla periferia di Siviglia.

Adesso Mario si faceva trascinare, come se avesse cambiato idea a proposito della mamma. Sul balcone all’ultimo piano della casa dei Vega un condizionatore perdeva acqua e le gocce cadevano sul fogliame della vegetazione rigogliosa, producendo un suono denso, come di sangue, in quel calore spaventoso. Il sudore imperlava la fronte di Consuelo, che si sentì prendere dalla nausea al pensiero della giornata che l’aspettava, del caldo che si aggiungeva a settimane di clima torrido. Premette i tasti del codice sul citofono del cancello esterno e si avviò lungo il vialetto, mentre Mario correva fino alla casa e spingeva la porta, battendo la testa contro il legno intagliato. Consuelo suonò il campanello, rintocchi elettronici di campana lontana nel silenzio dei doppi vetri della casa. Nessuna risposta. Un rivolo di sudore le si insinuò tra i seni. Mario picchiava sulla porta con il piccolo pugno, producendo il suono di un dolore sordo, insistente come un male cronico.

Erano passate da poco le otto. Consuelo si leccò il sudore che le si stava formando sul labbro.

Arrivò la domestica, ma non aveva le chiavi: la signora Vega in genere si svegliava presto, disse. Il giardiniere, un ucraino di nome Sergei, stava smuovendo la terra su un lato della casa e, colto di sorpresa, strinse il manico della zappa come se fosse un’arma, finché non si rese conto che si trattava di due donne. Il sudore gli scorreva sui pettorali e sui muscoli in rilievo del torso nudo giù fino ai pantaloni corti. Lavorava dalle sei e non aveva udito niente, per quanto ne sapeva la macchina era ancora in garage.



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