
Consuelo affidò Mario alla domestica e portò Sergei sul retro della casa, dove l’uomo si arrampicò sulla veranda del soggiorno e scrutò attraverso le fessure della porta scorrevole e delle veneziane. La porta era chiusa a chiave. Sporgendosi dalla ringhiera della veranda l’uomo guardò dalla finestra della cucina, sopraelevata rispetto al giardino, e fece un balzo indietro.
«Che c’è?» domandò Consuelo.
«Non so. Signor Vega sul pavimento. Non muove.»
Consuelo attraversò la strada con la domestica e con Mario per tornare a casa sua. Il bambino aveva capito che era successo qualcosa e piangeva, divincolandosi per liberarsi dall’abbraccio della cameriera che non riusciva a consolarlo. Consuelo chiamò lo zero nove zero e si accese una sigaretta, cercando di concentrarsi mentre osservava la grassa domestica china sul bambino che, ormai nel pieno di un tremendo capriccio, era un animaletto che si contorceva e si dimenava sul pavimento, urlando fino a restare senza voce. Consuelo segnalò il fatto al centralino della Jefatura, lasciò il suo nome, l’indirizzo e il numero di telefono, poi riattaccò in fretta e andò da Mario. Lo tirò su, calci e pugni e tutto il resto, e lo tenne stretto, continuando a bisbigliargli il suo nome all’orecchio finché il corpicino le si afflosciò tra le braccia.
Lo portò di peso al piano superiore, lo adagiò nel letto, si vestì e fece salire la domestica per tenere d’occhio il bambino addormentato. La donna sedette sulla sponda del letto, scontenta al pensiero di dover essere coinvolta nella tragedia di altre persone, tragedia che avrebbe infettato anche la sua vita.
Un’auto della polizia si fermò davanti alla casa dei Vega e Consuelo uscì per andare incontro al poliziotto e accompagnarlo sul retro dell’edificio. Il poliziotto si arrampicò sulla veranda e le domandò dove fosse andato il giardiniere. Consuelo attraversò il prato fino alla casetta di Sergei, che non c’era. Tornò indietro. Il poliziotto bussò con forza alla finestra della cucina, poi chiamò per radio la Jefatura e si calò giù dalla veranda.
