
— Di che cosa tratta? — chiese.
— Antietam — risposi. — È nel fascicolo per la stampa.
— Non l’ultimo. Quello nuovo che sta per iniziare.
— Ha le mie stesse possibilità di indovinarlo — risposi, e riuscii ad indirizzarla verso Broun in persona; potei così tornare nello studio con i libri che avevo trovato e cercare di Willie Lincoln. Era morto nel 1862, all’età di undici anni. Un ricevimento era in corso nei saloni della Casa Bianca, mentre lui giaceva morente al piano di sopra. E probabilmente il campanello della porta aveva continuato a suonare annunciando gli ospiti, pensai, e in quel momento stesso il campanello suonò.
Erano altri giornalisti, poi qualcuno dei camerieri e poi ancora giornalisti. Iniziai a dubitare che Richard sarebbe mai venuto, dopo tutto, ma quando il campanello suonò di nuovo era lui. Con Annie.
— Non possiamo fermarci per molto — disse Richard ancor prima di passare la soglia. Aveva un aspetto stanco e tirato, il che non costituiva buona pubblicità per l’Istituto del Sonno. Mi chiesi se il suo aspetto esausto avesse qualcosa a che fare con il fatto di avermi cercato, mentre io ero via nel West Virginia.
— Sono contento che siate riusciti a venire — dissi, voltandomi verso Annie. — Sono Jeff Johnston. Dividevo la stanza con questo signore prima che lui diventasse uno psichiatra di grido.
— Sono felice di conoscerti, Jeff — fece lei gravemente.
Non era per nulla come mi ero aspettato. Gli appuntamenti di Richard erano stati con piccole infermiere provocanti ai tempi della scuola di medicina, e poi con Donne di Washington in Carriera da quando aveva iniziato a lavorare all’Istituto. Non aveva mai nemmeno degnato di uno sguardo qualcuno del tipo di Annie. Era minuta, con capelli biondi e corti e grandi occhi grigio-azzurri. Aveva addosso un giaccone grigio pesante e scarpe dal tacco basso, e sembrava una diciottenne.
