
— Sì — rispose lei. — Desideravo davvero conoscerla, signor Broun.
— Mi pare che desiderasse parlarmi di Àbramo Lincoln — intervenne Richard, interrompendola prima che finisse di pronunciare il nome di Broun.
— È così — rispose Broun. — Le sono davvero grato di essere venuto. Ho fatto qualche ricerca su Lincoln. Faceva sogni estremamente strani — sorrise rivolgendosi ad Annie — e dal momento che lei mi ha accennato che il dottor Madison spiega alle persone il significato dei loro sogni, ho pensato che forse potrebbe spiegare a me quello dei sogni di Lincoln. — Tornò a volgersi a Richard. — Avete cenato? C’è un magnifico buffet di sopra, almeno se i giornalisti non hanno ancora divorato tutto. Aragoste e prosciutto e delle stupende tartine di gamberetti che…
— Purtroppo non abbiamo molto tempo — disse Richard, guardando Annie. — Ho spiegato a Jeff al telefono che temevo di non poterla aiutare. Non si possono analizzare i sogni di qualcuno semplicemente ascoltando un racconto indiretto. Bisogna conoscere tutto di quella persona.
— E Broun conosce tutto — intervenni.
— Mi servirebbero più che altro informazioni sulle moderne teorie che riguardano i sogni — riprese Broun, prendendo Richard sottobraccio. — Prometto di prenderle soltanto pochi minuti. Possiamo salire tutti nel mio studio. Prenderemo qualcosa da mangiare passando e…
— Non credo che… — fece Richard, con un altro sguardo ansioso ad Annie.
— Ma sì, ha ragione — disse Broun, tenendo saldamente il braccio di Richard. — Perché la sua giovane accompagnatrice dovrebbe annoiarsi ad ascoltare un mucchio di aride teorie quando può invece divertirsi a un ricevimento? Jeff, le terrai compagnia tu, vero? Falle assaggiare qualcuna di quelle splendide tartine e dello champagne.
Richard guardò Annie come se si aspettasse una resistenza, ma lei non disse nulla e lui mi sembrò sollevato.
