
Al confronto Baley si sentiva scarno e smorto. Era acutamente conscio delle sue grandi mani, degli occhi infossati e della sensazione generale di essere ossuto.
Minnim parlò con cordialità. «Si sieda, Baley. Fu ma?»
«Solo la pipa, signore» rispose Baley.
Così dicendo la tirò fuori, e Minnim ricacciò dentro il sigaro che aveva estratto a metà.
Baley fu subito dispiaciuto. Un sigaro era meglio che niente e l'altro avrebbe apprezzato il regalo. Anche con le razioni di tabacco aumentate in seguito alla sua promozione da C-5 a C-6 non era che poi potesse permettersi tante pipate.
«Accenda, accenda, prego» disse Minnim e attese con un'aria di pazienza paterna mentre Baley tirava fuori con cura una porzione di tabacco e la cacciava nel fornello della pipa.
«Non mi è stata comunicata» disse Baley con gli occhi fissi alla pipa «la ragione della mia convocazione a Washington, signore.»
«Lo so» rispose Minnim. Sorrise. «A questo rimediamo subito. Lei è stato assegnato temporaneamente a nuovi incarichi.»
«Fuori New York City?»
«Un bel po' lontano.»
Baley aggrottò le sopracciglia e alzò gli occhi con aria preoccupata. «Quanto temporaneamente, signore?»
«Non sono sicuro.»
Baley era consapevole dei vantaggi e degli svantaggi delle riassegnazioni. Come transitante in una Città in cui non era residente, molto probabilmente avrebbe goduto di un tenore di vita migliore di quello a cui la sua condizione ufficiale gli dava diritto. D'altra parte sarebbe stato molto improbabile che avrebbero permesso a Jessie e al loro figlio Bentley di viaggiare con lui. Poteva star certo che là a New York avrebbero preso buona cura di loro, ma Baley era un essere domestico e il pensiero della separazione non lo rallegrava.
Poi, una riassegnazione significava un lavoro specifico, il che era un bene, e una responsabilità più grande di quella che in genere ci si aspetta da un singolo detective, il che poteva essere scomodo. Non molti mesi prima Baley era sopravvissuto alla responsabilità di investigare sull'uccisione di uno spaziale poco fuori New York. Non moriva dalla gioia alla prospettiva di un'altra cosa del genere o di qualcosa che le somigliasse.
