
«Mi può dire dove vado?» chiese. «La natura del nuovo incarico? Di che si tratta?»
Cercava di soppesare l'«Un bel po' lontano» del sottosegretario e faceva scommesse con se stesso sulla sua nuova base di operazioni. Quell'«Un bel po' lontano» aveva avuto un tono enfatico e Baley pensò: Calcutta? Sydney?
Poi notò che Minnim dopo tutto tirava fuori un sigaro e se lo accendeva con cura.
Baley pensò: Giosafatte! È imbarazzato. Non vuole dirmelo.
Minnim estrasse il sigaro dalle labbra. Osservava pensieroso il fumo. «Il Dipartimento della Giustizia» disse «le assegna un nuovo temporaneo incarico su Solaria.»
Per un istante la mente di Baley cercò a tastoni un'identificazione illusoria: Solaria, Asia; Solaria, Australia…?
Poi scattò in piedi. «Vuol dire sui Mondi Esterni?» esclamò teso.
Minnim non guardava Baley negli occhi. «Proprio così.»
«Ma questo è impossibile» obiettò Baley. «Non permetterebbero a un terrestre di entrare in un Mondo Esterno.»
«Le circostanze mutano le situazioni, agente in borghese Baley. Su Solaria c'è stato un omicidio.»
Le labbra di Baley si contorsero in una specie di sorriso di riflesso. «È un po' fuori dalla nostra giurisdizione, no?»
«Hanno chiesto assistenza.»
«A noi? Alla Terra?» Baley era diviso tra la confusione e l'incredulità. Per un Mondo Esterno prendere un atteggiamento diverso dal disprezzo verso il pianeta madre o, al massimo, da un benevolo paternalismo sociale era impensabile. Portare assistenza?
