
La donna scese dalle scale con aria indifferente e percorse il cupo pavimento levigato. Cambiò direzione per evitare di calpestare il lastrone di granito nonostante il suo obiettivo — una cesta di mele secche — fosse posto sul pavimento alla base delle scale, e lo strano pezzo di granito non fosse affatta sollevato dal resto del pavimento.
Il gobbo scelse un percorso più ampio, muovendosi di pilastro in pilastro e borbottando tra sé senza mai però distogliere gli occhi acuti pervasi di paura dalla pietra pallida. La donna sollevò la cesta e la porse al gobbo perché la portasse. Riprese quindi a dirigersi verso le scale e poi si fermò, indecisa, come se stesse dicendo a se stessa di non fare la stupida o la superstiziosa… Non c’era alcuna ragione di aver paura, né dell’oscurità, né certamente di quella porzione di pavimento di colore grigio invece che nero, che era semplice granito in luogo del basalto. Alla fine, però, la ragazza scelse la strada più lunga per evitare di camminare su quella lastra inconsueta.
«Ecco perché è ruvido, mentre il resto del pavimento è così liscio,» pensò Gil. «Nessuno ci cammina sopra. Nessuno ci ha mai camminato sopra. Perché?»
Il ricordo sparì come era arrivato, e persino l’idea che i due sogni fossero collegati tra loro, ebbe il solo effetto di una curiosità passeggera. Gil fece poco sforzo per cercare di ignorare quanto le era tornato alla memoria, e tutto tornò alla normalità fino a che non si verificò il terzo sogno.
Nulla disturbò la sua esistenza giornaliera; continuò a frequentare le sale della Biblioteca dell’Università alla ricerca di articoli ed esaminando le cronache di alcune città inglesi nel Medio Evo. Prese anche molti appunti che alla fine si vide costretta a riordinare, com’era solita fare, sul tavolo della cucina del suo appartamento di Clarke Street, cercando di dare un senso logico a tutta quella massa di dati. Classificò carte non classificate, si affannò su una proposta di borsa di studio, ed intanto continuava la normale routine della sua vita incontrandosi con i suoi amici e con qualche innamorato. Poi sognò di nuovo quella città assediata!
