Robb e Jon si tenevano eretti sulle selle. Bran, sul suo piccolo pony, era in mezzo a loro e si sforzava di apparire più adulto dei suoi sette anni, di fingere di aver già visto tutto quello che c’era da vedere. Un debole vento soffiava attraverso il portone del fortino. Su tutti loro sventolava il vessillo degli Stark di Grande Inverno: un meta-lupo grigio lanciato in corsa attraverso una bianca pianura di ghiaccio.

Il padre di Bran restò solennemente in sella al proprio cavallo, i lunghi capelli castani che ondeggiavano nel vento. I fili argentei nella fitta barba tagliata corta lo facevano apparire più vecchio dei suoi trentacinque anni. Quel giorno, i suoi occhi grigi erano velati di una sfumatura di cupa durezza. Era una persona molto diversa dall’uomo che amava passare le sere accanto al fuoco, parlando con calma dell’Età degli eroi e dei Figli della foresta. Quel giorno, il suo non era il volto del padre, intuì Bran, ma quello di lord Eddard Stark di Grande Inverno.

Vennero poste domande e vennero date risposte, in quel freddo mattino, ma in seguito Bran non riuscì a ricordare molto di quanto era stato detto. Alla fine, suo padre diede un ordine. Due armati della sua guardia trascinarono il vecchio dagli abiti stracciati fino a un ceppo al centro della piazza e lo costrinsero ad abbassare il capo contro il duro legno nero.

Lord Eddard Stark smontò da cavallo. Theon Greyjoy, il suo protetto, gli porse la spada. La lama era larga quanto la mano di un uomo e perfino più alta di Robb. “Ghiaccio” si chiamava quella spada d’acciaio di Valyria, forgiata con gli incantesimi, scura come il fumo. Nulla manteneva il filo come l’acciaio di Valyria.

Lord Eddard si sfilò i guanti e li porse a Jory Cassel, il comandante della sua Guardia personale. Poi impugnò Ghiaccio con entrambe le mani.

«In nome di Robert della Casa Baratheon» formulò «primo del suo nome, re degli Andali e dei Rhoyar e dei Primi Uomini, lord dei Sette Regni e protettore del reame, io, Eddard della Casa Stark, lord di Grande Inverno e protettore del Nord, ti condanno a morte.» Sollevò la spada alta contro il cielo.



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