
«E sia, Will» decise il giovane. «Ripetimi quanto hai visto. Tutti i dettagli senza dimenticare niente.»
Prima di entrare nei Guardiani della notte, Will era stato cacciatore. In realtà, bracconiere. Le guardie a cavallo di lord Jason Mallister l’avevano colto nei boschi padronali attorno a Seagard mentre, con le mani insanguinate, scuoiava un cerbiatto, anche quello di Mallister. La scelta era stata semplice: o indossare gli abiti neri dei Guardiani o ritrovarsi con una mano mozzata. Nessuno era in grado di muoversi in silenzio nei boschi come lui, talento che la confraternita in nero non aveva tardato a scoprire.
«Il loro accampamento è due miglia più avanti» disse Will. «Oltre la cima di quella collina, vicino a un torrente. Mi sono avvicinato più che ho potuto. Erano in otto, tra uomini e donne. Niente bambini, o almeno io non ne ho visti. Avevano costruito un rifugio a ridosso delle rocce. La neve l’aveva ricoperto quasi tutto, ma era ancora distinguibile. Il fuoco non era acceso, i ceppi erano lì pronti, però. Nessun movimento. Sono rimasto a guardare per parecchio. Nessuno può giacere immobile nella neve così a lungo. Nessuno che sia ancora in vita.»
«Sangue ne hai visto?»
«Ecco… no» ammise Will.
«Armi?»
«Alcune spade, qualche arco. Uno degli uomini aveva un’ascia. Roba pesante, rozza, di ferro scuro. Era a terra accanto a lui, vicino alla sua mano destra.»
«Hai preso nota della posizione dei corpi?»
Will alzò le spalle. «Una coppia seduta presso una roccia, il resto a terra. Come se fossero morti.»
«Oppure addormentati» suggerì Royce.
«Morti» insisté Will. «Una delle donne era su un albero, parzialmente nascosta dai rami. Di guardia.» Ebbe un debole sorriso. «Sono stato bene attento a non farmi vedere.» Non riuscì a reprimere un tremito. «Nell’avvicinarmi, però, ho notato che nemmeno lei si muoveva.»
