— No, per favore — sussurrò Phil, ma proprio in quel momento il pollice gli premette un nervo fra le ossa e non poté trattenere un grido di dolore. L’uomo dal viso da bambino sogghignò, soddisfatto che finalmente venisse fatta giustizia.

Swish Jack Jones si accigliò, come se il grido non fosse stato abbastanza forte; alzò l’altra mano. — Questa è una pistola paralizzante — disse con tono affettato — a ultrasuoni. Potrei ripassarti la spina dorsale, per tenerti fermo prima di lavorarti. Adesso è regolata per i topi, ma potrei aumentare, la potenza, se necessario.

Phil sentiva le budella che gli si scioglievano. — Non dovete farmi del male — disse. — Vi dico che cercavo solo il mio gatto.

L’altro scosse tristemente la testa e disse: — I piccoli ficcanaso dalle cattive intenzioni verso Bast non dovrebbero spararle così grosse. — E allungò una mano verso la coscia di Phil.

In quel momento arrivò l’uragano. Cookie venne sbattuto tre metri lontano, la pistola paralizzante cadde a terra; Swish Jack Jones fece un balzo indietro, e la gigantessa bionda, si piazzò infuriata fra Phil e lui, tuonando: — Sai benissimo che sopporto tutto, tranne che tu faccia il prepotente!

Si era infilata un kimono corto e alquanto sporco, meravigliosamente ricamato nel migliore stile orientale, solo che la figura sulla schiena non era quella di un drago ma di un’astronave eruttante fiamme.

— Non toccarmi, Juno, ti avverto — ringhiò l’uomo in nero, con una voce che aveva perso gran parte della sua patina da intellettuale Si stava massaggiando un polso.

— Ti ho steso la prima volta che abbiamo fatto un incontro — replicò la gigantessa. — Ti ho steso la notte che ci siamo sposati E posso rifarlo ogni volta che voglio. E Cookie insieme a te — aggiunse, mentre quest’ultimo faceva una smorfia che voleva essere minacciosa, ma che tradiva solo la rabbia. — Perché stavi tormentando questo poveretto?



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