Con una certa vergognosa soddisfazione gli venne in mente che tutti gli animali domestici erano rigorosamente vietati nella Skyway Tower (i gatti e i cani erano diventati piuttosto rari dai tempi della guerra batteriologica, quando erano stati decimati come possibili portatori di germi), per cui il proprietario, apertamente, non avrebbe potuto far nulla per reclamarlo indietro.

Ma Lucky non pareva avesse alcuna intenzione di andarsene. Saltò sul pavimento e guardò Phil con aria affamata.

— Prrrt!

— Vuoi qualcosa da mangiare, vero?

— Prrrt-prt!

Phil fece mentalmente un inventario delle provviste e la sua scelta cadde, senza sapere il perché, sul concentrato di mirtilli. Sembrava del tutto inadatto per un gatto, eppure qualcosa gli diceva che per Lucky sarebbe andato benissimo.

Fu presto fatto. Immerse nell’acqua una tavoletta rosso scura, dura come il marmo, che immediatamente si gonfiò fino ad assumere le dimensioni di una palla da golf color rubino. Poi, seguendo un altro impulso improvviso, ci versò sopra il contenuto sciropposo di una capsula di vitamine.

Quest’ultimo ingrediente aveva un odore piuttosto rancido, e posando a terra lo strano miscuglio Phil cominciò a nutrire qualche dubbio. Lucky invece l’esaminò con evidenti segni di approvazione, miagolando avidamente. Ma non si mise a mangiare, rimase a guardare l’uomo. A Phil venne in mente che i gatti sono molto gelosi della loro intimità, e forse Lucky voleva mangiare da solo.

— Bene, amico, io vado a farmi la doccia. E ti prometto di non spiare.



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