— Niente affatto. Ma spediscilo dalla Kestrel. Gli arriverà più in fretta.

Ekaterin annuì. — Non sono mai stata lontana da lui per tanto tempo. Si sarà sentito abbandonato.

Nikki era stato affidato a quattro zii e un prozio con relative zie, sciami di cugini, armate di amichetti, e la Nonna Vorsoisson, solo dal lato della famiglia di Ekaterin. Dal lato di Miles c’erano tutti quelli di Casa Vorkosigan, con le famiglie, e di rincalzo zio Ivan, zio Mark e l’intero clan Koudelka. Inoltre era imminente l’arrivo dei nonni Vorkosigan, previsto subito dopo il ritorno di Miles ed Ekaterin per la festa della nascita, ma ora sarebbero arrivati senz’altro prima di loro.

Se non riusciva a risolvere quel maledetto pasticcio in tempo, Ekaterin avrebbe dovuto ritornare a Barrayar prima di lui, ma la cosa non le sarebbe piaciuta.

— Non vedo proprio come avrebbe potuto sentirsi abbandonato — disse Miles onestamente. — Credo che manchi più a te, di quanto tu manchi a lui. Altrimenti ci avrebbe inviato qualcosa di più di quel laconico messaggio che ci ha raggiunti solo sulla Terra. Si può essere tremendamente egocentrici a undici anni. Perlomeno io lo ero.

Le sopracciglia della moglie si sollevarono. — Ah sì? E tu quanti messaggi hai mandato a tua madre negli ultimi due mesi?

— Io ero in luna di miele. Nessuno si aspetta che… E poi lei legge i rapporti della mia sicurezza. — Miles aggiunse prudentemente: — Le manderò anch’io un messaggio dalla Kestrel.

Venne ricompensato da un sorriso da ’Lega delle Madri’. A pensarci bene, forse avrebbe dovuto indirizzare il messaggio anche a suo padre; improbabile comunque che i suoi genitori non condividessero il contenuto dei rapporti che ricevevano.



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