
Dopo un’ora di moderato caos si trasferirono sul corriere Imperiale barrayarano. Siccome i corrieri veloci ottengono la maggiore velocità sacrificando la capienza, Miles e la moglie dovettero portare solo l’essenziale. Il resto del bagaglio, che non era poco, aumentato oltretutto da un volume sorprendente di souvenir, avrebbe continuato il viaggio verso Barrayar con il loro piccolo entourage: la cameriera personale di Ekaterin, Miss Pym, e, con grande rimpianto di Miles, entrambi gli armieri di rincalzo di Roic. Purtroppo si ricordò quando ormai si erano già sistemati nella loro cabina, che avrebbe dovuto avvertire la moglie di quanto poco spazio avrebbero avuto a disposizione. Lui aveva viaggiato su navi simili tanto spesso, durante i suoi anni in ImpSec, che ormai dava per scontato quei limiti… era uno dei pochi aspetti della sua precedente carriera in cui le dimensioni ridotte del suo corpo si erano rivelate un vantaggio.
E quindi, si trovò a passare il resto della giornata a letto con la moglie, perché non c’era altro posto dove sedersi. Avevano ripiegato la cuccetta superiore in modo da avere spazio per la testa, perciò si sedettero in quella sotto. Ekaterin a leggere in silenzio da un lettore a mano, Miles immerso nei rapporti che Gregor gli aveva trasmesso.
Gli ci vollero solo cinque minuti prima di riuscire a borbottare un: — Ah!
Ekaterin lo guardò con espressione interrogativa.
— Mi sono appena reso conto del perché la Stazione Graf mi suonava familiare. Stiamo dirigendoci verso lo Spazio Quad, per Dio.
— Lo Spazio Quad? Ci sei già stato?
— Non di persona, no. Però ho incontrato una quad, una volta. Sono una specie umana ottenuta con la bioingegneria circa due o tre secoli fa. Prima della riscoperta di Barrayar. Erano stati creati per vivere in permanente assenza di gravità. Qualunque fosse il piano originale che avevano i loro creatori, venne reso inutile dall’avvento della tecnologia gravitazionale, e così finirono per diventare una specie di profughi.
