
Le passò il visore su cui compariva l’immagine di un quad, vestito con pantaloncini giallo vivo e una maglietta, che procedeva a quattro mani lungo un corridoio privo di gravità, con la velocità e l’agilità di una scimmia che saltella da una cima all’altra di un albero.
— Oh — esclamò Ekaterin con un sobbalzo, ma subito riprese il controllo. — Che… interessante. Sembra una cosa molto pratica, per l’ambiente in cui vivono.
Miles si rilassò. Qualunque istintivo orrore barrayarano lei avesse per le mutazioni, sarebbe stato sempre vinto e sovrastato dalle sue ferree buone maniere.
Lo stesso, purtroppo, non si poteva dire dei loro compatrioti, bloccati nel sistema dei quad. La differenza fra una mutazione deleteria e una modifica vantaggiosa e benigna sfuggiva completamente ai barrayarani. E, a giudicare dal fatto che un graduato li aveva descritti come orrendi ragni mutanti nel suo rapporto ufficiale, era chiaro che Miles poteva tranquillamente aggiungere la tensione razziale alla miscela esplosiva di complicazioni verso cui stava correndo.
