
— Per un certo tempo… — fece eco Miles. — Perché? — Ecco… in seguito è successo… in seguito sono successe cose inquietanti. Uno dei portelli stagni del personale della Stazione Graf, accanto all’attracco dell’Idris, è stato aperto senza autorizzazione. Ma non si sono viste navi o navette, e non è stato attivato nessun condotto di trasferimento stagno. Quando il personale di sicurezza della Stazione è arrivato, la camera di compensazione era vuota. Ma c’era una certa quantità di sangue sul pavimento, e qualcosa sembrava essere stato trascinato verso il portello. Il sangue è stato esaminato ed era di Solian. Sembra che mentre stava cercando di tornare all’Idris, qualcuno lo abbia aggredito.
— E non ha lasciato impronte di piedi — aggiunse Brun.
All’espressione interrogativa di Miles, Vorpatril aggiunse: — Nelle aree dotate di gravità, dove stanno i terricoli, i quad se ne vanno in giro con quei piccoli flottanti personali. Li guidano con le mani inferiori, così da avere quelle superiori libere. Quindi, niente impronte. Niente piedi, se è per quello.
— Ah, sì, capisco. E non avete trovato il corpo?
— Non ancora — confermò Brun.
— Ma lo avete cercato?
— Oh, sì. In tutte le possibili direzioni.
— Suppongo che vi sia venuto in mente che un disertore potrebbe avere tentato di mettere in scena il proprio assassinio, o suicidio, per non essere ricercato.
— Ci avrei potuto pensare — disse Brun — se non avessi visto il pavimento di quella camera di compensazione. Nessuno può perdere tanto sangue e sopravvivere. Ce ne dovevano essere almeno tre o quattro litri.
