«E, soprattutto, scopri chi sta mentendo. Se è l’osservatore di ImpSec, allora il problema va rimandato alla loro catena di comando. Se è il comandante della flotta, che, sia detto per inciso, è l’Ammiraglio Eugin Vorpatril, allora diventa… un problema di mia pertinenza.

O piuttosto, un problema dell’inviato di Gregor, la Sua Imperiale Voce, il Suo Ispettore Imperiale. Cioè Miles.

Miles considerò tutti gli sviluppi che avrebbero potuto sorgere nel tentativo di arrestare l’ufficiale al comando della flotta nel bel mezzo delle sue truppe che lo servivano da tempo e probabilmente gli erano leali. E un Vorpatril, per di più, cioè un membro di uno dei clan aristocratici barrayarani, con importanti diramazioni e notevole influenza sul Consiglio dei Conti. Miles stesso aveva due Vorpatril come zia e cugino. Oh, ma grazie, Gregor.

L’Imperatore continuò: — Più vicino a Barrayar, per di più, c’è qualcosa che ha messo in agitazione i cetagandani attorno a Rho Ceta. Non c’è bisogno di dilungarsi sui dettagli della situazione, ma apprezzerei se tu riuscissi a risolvere questa crisi con tutta la rapidità e l’efficacia possibili. Se questo problema su Rho Ceta dovesse diventare più critico, ti voglio a casa.

«Il ritardo nelle comunicazioni fra Barrayar e il Settore V è troppo per consentirmi di soffiarti sul collo, ma gradirei ricevere qualche occasionale rapporto sullo stato delle cose o su eventuali progressi, se non ti è di troppo disturbo. — La voce di Gregor non dovette mutare per trasmettere sarcasmo. Non ce n’era bisogno. Miles sbuffò. — Buona fortuna — concluse Gregor. L’immagine sul visore ritornò quella, muta, del Sigillo Imperiale. Miles tese una mano e lo spense. I rapporti allegati li avrebbe studiati nei dettagli una volta che fosse stato in viaggio. Fosse? O fossero?



7 из 326