Quando avrebbero visto le immagini e letto le sue parole, lui si sarebbe già trovato all'interno di Rama… Nella buona o nella cattiva sorte.

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Mai come in quel momento Norton aveva provato tanta affinità con l'egittologo del ventesimo secolo. Da quando Howard Carter aveva dato la prima occhiata alla tomba di Tutankhamen, nessun altro uomo aveva vissuto un momento come quello. Eppure il confronto era ridicolmente grottesco.

Tutankhamen era stato sepolto solo ieri, cioè meno di quattromila anni prima. Rama invece era probabilmente più vecchio dell'umanità. La tomba della Valle dei Re era così piccola che avrebbe potuto anche passare inosservata nel dedalo dei corridoi che i ricercatori avevano già esplorato, mentre lo spazio che si apriva al di là dell'ultimo portello era milioni di volte più vasto. Quanto poi al tesoro che poteva racchiudere… non c'era fantasia che potesse immaginarlo.

Da cinque minuti i circuiti radio tacevano. I suoi uomini, perfettamente addestrati, non avevano nemmeno riferito oralmente la conclusione dei controlli. Mercer si era limitato a fargli il segno di OK indicando poi il corridoio. Pareva che tutti si fossero resi conto che quello era un momento storico da non rovinare con chiacchiere inutili. Norton accese la lampada tascabile, attivò i jet e partì fluttuando nel breve corridoio trascinandosi dietro la corda di sicurezza. Qualche secondo dopo, era dentro.

Dentro cosa? Era circondato da un muro compatto di tenebre e il raggio della lampada non rifletteva il minimo barlume di luce. In realtà se l'era aspettato, tuttavia non l'aveva creduto possibile.



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