
«Ogni stecca è una gradinata, ripidissima vicino all'asse, e sempre meno ripida man mano si avvicina alla sottostante pianura. Le gradinate, che abbiamo denominato Alfa, Beta e Gamma, non sono continue, ma interrotte da altre cinque terrazze circolari. A occhio e croce devono avere dai venti ai trentamila gradini. È probabile che dovessero servire solo nei casi d'emergenza, poiché è inconcepibile che i ramani, o comunque li si voglia chiamare, non avessero altro sistema per raggiungere l'asse del loro mondo.
«L'Emisfero Meridionale è diverso. In primo luogo non ci sono né scale né il piatto mozzo centrale. C'è invece un enorme aculeo, di vari chilometri, che si protende lungo l'asse, circondato da altri sei più piccoli. È un insieme molto strano e non immaginiamo cosa significhi.
«La sezione cilindrica, del diametro di cinquanta chilometri compresa fra le due estremità concave, è stata battezzata Pianura Centrale. Potrà sembrare assurdo usare la parola pianura per descrivere una cosa curva, ma penso che ci giustificherete. Ci apparirà piatta quando saremo scesi laggiù, come l'interno di una bottiglia deve sembrare piatto a una formica che si arrampica sulle sue pareti.
«Ma il particolare che più ci ha colpito nella Pianura Centrale è la fascia scura larga dieci chilometri che corre tutto intorno segnando una linea di demarcazione proprio al centro. Pare di ghiaccio, per cui l'abbiamo chiamata Mare Cilindrico. Al centro di questa fascia di ghiaccio c'è una grande isola ovale lunga circa dieci chilometri e larga tre, coperta di costruzioni molto alte. Poiché ci ricorda la vecchia Manhattan, l'abbiamo battezzata New York. Ma non credo che sia una città, mi pare piuttosto un'enorme fabbrica o uno stabilimento chimico.
