«Chi volesse migrare da un sistema stellare a un altro, potrebbe scegliere fra molti sistemi. Dato per scontato che la velocità della luce è un limite assoluto, e questa è una questione ancora dibattuta, checché se ne dica — a questo punto Davidson sbuffò, ma non fece nessun commento, — si può fare un viaggio veloce su un veicolo piccolo o un viaggio lento a bordo di un mezzo gigantesco.

«A quanto risulta non esistono motivi tecnici per cui una cosmonave non raggiunga il novanta per cento, e anche più, della velocità della luce. In questo modo, per raggiungere le stelle più vicine, ci vorrebbero dai cinque ai dieci anni… sarebbe forse un viaggio noioso, ma non impossibile, specie per esseri la cui vita durasse secoli.

«Ma forse simili velocità sono impossibili con un carico normale. Non dimenticate che occorre una gran quantità di carburante per rallentare la corsa alla fine del viaggio, anche se non è previsto il ritorno. Perciò è più pratico non badare al tempo e calcolare viaggi della durata di dieci, di centomila anni.

«Bernal, e altri, pensavano che fosse possibile mediante piccoli mondi mobili del diametro di qualche chilometro, che portavano migliaia di passeggeri, con viaggi che sarebbero durati generazioni. Naturalmente, il sistema doveva essere rigidamente autonomo, con rigenerazione di tutti i cibi, dell'acqua e dell'altro materiale destinato al consumo. Il che, dopo tutto, è lo stesso sistema di funzionamento della Terra, anche se su scala più vasta.

«Alcuni autori propongono per le arche spaziali la forma di sfere concentriche, altri di cilindri cavi rotanti in modo che la forza centrifuga fornisca un minimo di gravità artificiale… cioè esattamente quello che abbiamo trovato su Rama…»

Davidson detestava i termini imprecisi, e scattò dicendo: — Non esiste la forza centrifuga. È un fantasma creato dai tecnici. Esiste solo l'inerzia.



34 из 211