
— Come ho già detto, non so niente di tutta la faccenda e non me ne interesso minimamente.
— Vuoi azzardare un pronostico?
— Non sento nessuna fretta.
Entrammo in una parte della foresta relativamente spoglia d’alberi, e io mi fermai ad arraffare un rum-e-qualcosaltro dal vassoio automatico sospeso nell’aria, che ci aveva seguito con tale costanza da spingermi alfine ad accontentarlo e ad afferrarlo per la sporgenza che gli pendeva sul retro. Al che esso s’era abbassato, aveva fatto un gran sorriso, rivelando i tesori che nascondeva nel suo stomaco gelato.
— Ah, che piacere! Un drink, Phil?
— Pensavo che tu avessi fretta.
— Sì, ma voglio dare un’occhiata alla situazione.
— Molto bene, Prenderò una similcoca.
Lo sbirciai di sottecchi e gli passai l’aggeggio. Poi, mentre si voltava, seguii la direzione del suo sguardo. Un mucchio di morbide poltrone stavano poggiate nell’alcova formata per due lati dai muri a nord della stanza, e per il terzo dalla telinstra. La suonatrice di telinstra era una vecchia signora con occhi sognanti. Lorel Sands, il Direttore della Terra, stava fumando la sua pipa…
Insomma, la pipa è una delle facce più interessanti della personalità di Lorel. È una vera Meerschaum, e non è che a questo mondo ne siano rimaste poi molte. Per il resto, la funzione principale di Lorel consiste nel fare da anticomputer: gli fate ingurgitare tutti i possibili tipi di fatti accuratamente vagliati, percentuali e statistiche, e lui li trasforma in spazzatura. Pungenti occhi neri, e un lento, minuzioso modo di parlare mentre quei suoi occhi vi tengono incatenati; piuttosto parco nei gesti, ma estremamente efficace quando taglia l’aria con l’ampia destra o punzecchia immaginarie signore con la pipa; bianco alle tempie e nero di capelli; ha la fronte alta e una carnagione che fa a pugni coi suoi vestiti (evita regolarmente le Uniformi Nere), e cerca sempre di sistemare la mascella troppo in avanti di qualche centimetro, in una posizione che sembrerebbe oltremodo scomoda.
