Alla fine giunse a credersi il migliore lottatore vivente. Alla fine gridò la propria gloria dalla cima d’una montagna, e siccome era troppo vicino alla loro dimora, gli dèi agirono in fretta: il giorno seguente arrivò in città un ragazzo zoppo, sulla schiena corazzata d’un enorme cane selvatico. Lottarono per tre giorni e tre notti, Temocle e il ragazzo, e al quarto giorno il ragazzo gli spezzò la schiena e lo lasciò lì nel campo. Ovunque cadde il suo sangue nacque lo strige-fleur, come lo chiama Emmet, il fiore succhia-sangue che di notte si muove sulle radici, cercando nel sangue della sua vittima lo spirito perduto del campione sconfitto. Ma lo spirito di Temocle se n’è andato dalla Terra, e così loro devono muoversi e cercare, per sempre. Più elementare di Eschilo, ma adesso siamo un popolo più semplice di quanto non fossimo una volta, specialmente quelli del continente. E d’altra parte, non è che sia andata davvero così.

— Perché stai piangendo? — mi chiese lei d’improvviso.

— Sto pensando al dipinto dello scudo d’Achille — dissi, — e a che terribile cosa sia essere una bestia educata, e non sto piangendo. Mi stanno cadendo addosso le foglie.

— Farò ancora un po’ di caffè.

Intanto che lei lo preparava io lavai le tazzine, e le dissi di prendersi cura della Vanitie mentre ero fuori, e di tenerla pronta nel bacino di carenaggio nel caso l’avessi mandata a chiamare. Lei disse che l’avrebbe fatto.

Il sole si alzava sempre più nel cielo, e dopo un po’ giunse un rumore di martello dal cortile del vecchio Aldones, il costruttore di bare. I ciclamini s’erano svegliati e la brezza ci portava la loro fragranza dai campi. Alto sopra di noi, come un nero segno di sventura, un pipiragno attraversò il cielo verso la terraferma. Avrei dato la testa per poter stringere le dita sul calcio d’una calibro trentasei, fare un bel po’ di rumore, e vederlo cadere. Ma le uniche armi da fuoco, per quello che sapevo, erano a bordo della Vanitie, e così mi limitai a vederlo svanire.



7 из 180