Henry scese gli ultimi gradini con passo solenne e si fermò dinnanzi all’apparecchio, con le mani dietro la schiena, rimanendo a fissarlo con la sua più scelta aria da dirigente.

Poi scosse lentamente la testa. — Non avrei mai pensato che questo fosse possibile — affermò.

— Abbie aveva detto che tu lo volevi a colori.

— Sì, certo. Naturalmente lo volevo. Ma non su questa vecchia baracca. Non mi sarei mai aspettato di prendere la tv a colori con quest’apparecchio. Come ci sei riuscito, Hiram?

Taine disse la verità, tutta la verità. — Non lo so proprio.

Henry vide un bariletto per chiodi abbandonato davanti a una panca e lo fece rotolare davanti all’antiquato televisore, poi vi si sedette cautamente, rilassandosi in un concreto benessere.

— Così va il mondo — affermò. — Ci sono uomini come te, mica poi tanti però; dei qualunque artigiani yankee. Raccogli in giro un po’ di cianfrusaglie, provi a mettere una cosa qua un’altra là e prima che te ne sia reso conto te ne vieni fuori con qualcosa.

Rimase a fissare il televisore, seduto sul barilotto.

— È bello davvero — dichiarò. — È meglio dei colori che ho visto a Minneapolis. Ho dato un’occhiata in un paio di posti, l’ultima volta che ci sono stato, e ho visto gli apparecchi a colori. E devo dirti onestamente, Hiram, che non ce n’era uno che fosse buono come questo.

Taine si terse la fronte con la manica della camicia. Per una ragione o l’altra, lo scantinato sembrava diventare più caldo: era del tutto sudato.

Henry tirò fuori un grosso sigaro da una delle sue tasche e lo porse a Taine. — No, grazie, non fumo.

— Forse sei un saggio — enunciò Henry. — È un brutto vizio.

Si cacciò il sigaro in bocca e lo fece rotolare da est a ovest.

— A ogni uomo il suo — proclamò espansivo. — Quando capita una cosa del genere, tu sei l’uomo adatto. Sembra che tu pensi attraverso aggeggi meccanici e circuiti elettronici; io non ci capisco proprio niente. Anche per quella faccenda dei calcolatori, ancora adesso non ci capisco niente; assumo degli uomini perché lo facciano. Non so segare una tavola né piantare un chiodo. Però so come organizzare. Ti ricordi, Hiram, come tutti mi ridevano dietro quando ho messo su la fabbrica?



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