Si rialzò in piedi e si diresse verso la stanza di soggiorno. — Andiamo — disse a Towser.

Towser gli trottò dietro, fermandosi di tanto in tanto per fiutare gli angoli e latrare verso il pavimento.

— Te la prendi calda — osservò Taine.

Forse era proprio un topo, pensò. La casa stava diventando vecchia. Aprì la porta a rete e Towser schizzò fuori.

— Lascia stare quella marmotta per oggi — lo ammonì Taine. — È una battaglia perduta, non potrai mai stanarla.

Towser girò l’angolo della casa.

Taine si accorse che qualcosa era accaduto all’insegna appesa al palo accanto al vialetto che portava alla strada: una delle catenelle si era sganciata e l’insegna penzolava.

Si incamminò sulle pietre erbose del vialetto, ancora umide di rugiada, per rimettere a posto l’insegna: non c’era niente che non andasse… soltanto la catenella sganciata. Poteva essere stato il vento, pensò, o qualche discolo di passaggio. Non proprio un discolo, forse; coi ragazzini andava d’accordo. Non gli davano mai fastidio, come facevano con qualcun altro giù in paese; il banchiere Stevens, per esempio, tormentavano sempre quel povero Stevens.

Retrocesse un poco per esser sicuro che l’insegna fosse diritta. Vi lesse, scritto in grossi caratteri:


RIPARAZIONI

E un po’ sotto, in caratteri più piccoli:


Aggiusto tutto

Più sotto ancora:


SI VENDONO ANTICHITÀ Che avete da dare in cambio?

Forse, si disse, sarebbe stato meglio avere due insegne, una per il laboratorio di riparazioni e una per l’antiquariato e gli scambi. Un giorno, quando ne avesse avuto il tempo, pensò, ne avrebbe dipinte un paio di nuove: una per ogni lato del vialetto. Così sarebbe stato più elegante.

Si voltò e gettò un’occhiata lungo la strada che portava al Bosco Turner: era una gran bella vista, pensò. Un bosco di proporzioni considerevoli e proprio ai limiti dell’abitato: un bel posto per gli uccelli, i conigli, le marmotte e gli scoiattoli ed era pieno di fortilizi costruiti generazione dopo generazione dai ragazzi di Willow Bend.



2 из 61