Dapprima si erano mostrati soltanto scioccati e confusi, benché attenti come sempre; poi, quando lui li aveva invitati a riflettere e a giudicare, un’ombra di apprensione aveva offuscato il loro sguardo, come se paventassero che quella tiritera non fosse nient’altro che il preambolo all’assegnazione di qualche nuovo lavoro, più duro, nel senso letterale della parola, di quello nelle miniere. La storia dell’Età dell’Oro li aveva un po’ acquietati, perché la conoscevano bene, ma quell’ultima frase li aveva gettati di nuovo in uno stato di ansioso e ottuso sconcerto.

Ma che cos’altro poteva aspettarsi? Tutt’al più poteva sperare di riuscire a piantare i serpi della dialettica nella testa di uno solo di quei cittadini!

— Un tempo esisteva l’Età dell’Oro, questo è vero, anche se, per quanto ne so io, gli uomini lavoravano e soffrivano anche allora. Ma almeno godevano tutti di un po’ di libertà e stavano per conquistare altri diritti. Ma la strada verso la libertà è irta di pericoli, tanti pericoli, e a un certo punto gli scienziati si spaventarono e… ma voi non sapete nemmeno che cosa sia uno scienziato, vero? Così come non sapete che cosa sia un medico, un avvocato, un giudice, un insegnante, uno studioso, uno statista, un dirigente o un artista. Perché i sacerdoti sono tutte queste cose, perché la Gerarchia ha riunito tutte le professioni, tutte le classi privilegiate in una sola. Voi non sapete esattamente nemmeno che cos’è un sacerdote! Perché dovete sapere che a quei tempi esistevano diverse religioni, intendo dire nell’Età dell’Oro e nelle epoche che l’hanno preceduta; l’uomo ha adorato un dio fin da quando ha cominciato la sua lotta per innalzarsi e per diventare, con l’aiuto delle mani e del cervello, signore di questo pianeta. Ma in quelle religioni i sacerdoti si occupavano solo di cose spirituali e morali, per lo meno nelle epoche della storia in cui erano buoni e saggi. Tutto il resto lo lasciavano nelle mani di uomini che esercitavano altre professioni. E non usavano la forza.



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