“Come faccio io a sapere tutte queste cose? — proseguì Jarles quasi urlando. — È questa la domanda che dovreste pormi. Ebbene, me l’hanno insegnato i sacerdoti! Sì proprio loro! Sapete cosa succede a un ragazzo quando supera le prove e viene ammesso come novizio nella Gerarchia? — Aveva fatto centro, ne era sicuro. Ci voleva una domanda piccante come quella per stuzzicare la loro spenta curiosità. — Gli accadono un sacco di cose che voi non immaginate neppure. Ve ne dirò una per tutte. Un poco per volta, gli viene spiegato che il Grande Dio non esiste. Che non esistono poteri soprannaturali, che i sacerdoti sono soltanto scienziati che governano il mondo per il bene dell’umanità e che lui ha il dovere di aiutarli in questo compito e la fortuna di condividerne i privilegi.

“Ma non capite? Il piano degli scienziati dell’Età dell’Oro ha funzionato! Sono riusciti a imporre la loro religione in tutto il mondo e quando finalmente lo hanno avuto in pugno l’hanno plasmato a loro piacimento. Per se stessi hanno creato un paradiso monastico inquadrato come un ordine militare. E per organizzare il mondo dei comuni cittadini si sono rifatti al Medio Evo e hanno riesumato un’istituzione tanto carina chiamata servitù della gleba. Oh sì, l’hanno ripulita qua e là, hanno introdotto qualche norma igienica, un po’ di disciplina e qualche tocco di pura schiavitù; ma per il resto non l’hanno modificata di una virgola. Lo scopo era lo stesso: tenere il mondo intero in uno stato di riconoscente sottomissione, una sottomissione basata sul terrore, l’ignoranza e il lavoro duro, che rompe la schiena e ottenebra la mente.

“Di sicuro sono riusciti a evitare la barbarie, instaurandola loro stessi! Esisteva anche un particolare espediente nel Medio Evo, di cui avete appena visto un saggio.



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