— Guardate come cercano rifugio nella loro inviolabilità! Si gonfiano come palloni per salvarsi la pelle. Hanno paura di voi, Cittadini di Megateopoli. Una paura mortale.

“Con le loro invenzioni sacre i sacerdoti potrebbero coltivare tutte le terre del pianeta, coprire il mondo di una rete perfetta di strade, scavare miniere in ogni suo recesso. E tutto questo senza che un solo uomo sia costretto a lavorare di pala o di piccone.

“C’è un’altra storia che vi raccontano sempre. Vi dicono che il giorno in cui la Gerarchia sarà finalmente riuscita a purificare l’umanità, il Grande Dio darà inizio a una nuova Età dell’Oro, la Nuova Età dell’Oro, l’Età dell’Oro senza Feccia.

“Ma io vi chiedo, e mi rivolgo soprattutto a quelli più anziani fra di voi: non è forse vero che ogni anno che passa l’avvento della Nuova Età dell’Oro si allontana sempre di più? Non è forse vero che i sacerdoti continuano a rimandarlo nel futuro? Fino a ora è stato soltanto un sogno vago, una favola da raccontare ai vostri bambini quando piangono, con le ossa rotte alla fine del loro primo giorno di lavoro.

“Forse, gli scienziati dell’Età dell’Oro avevano davvero intenzione di risollevare l’umanità, una volta scongiurata la minaccia della barbarie. Sì, credo di sì.

“Ma adesso la preoccupazione della Gerarchia è soltanto una: quella di mantenere il potere fino a quando gli uomini popoleranno la terra, fino al giorno in cui il sole si oscurerà e il nostro pianeta diventerà freddo come il ghiaccio!” A quel punto Jarles si accorse che il brusio era svanito e che gli occhi dei cittadini non erano più rivolti verso di lui, ma fissavano qualcosa al di sopra della sua testa. Una luce blu, plumbea e spettrale, si stava lentamente diffondendo sui loro volti, trasformandoli in un mare di visi di annegati. Questa volta fu lui a seguire la direzione del loro sguardo.



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