— Che cosa significa “non posso”? — All’improvviso la voce di Chulian divenne severa e querula al tempo stesso. — Significa forse “non voglio”?

Con un cenno quasi impercettibile del capo, Naurya annuì. Dietro di lei, gli altri cittadini smisero di dimenarsi nervosamente e la guardarono sgranando gli occhi.


Le labbra piccole e grassocce di Fratello Chulian si arricciarono in una smorfia di disappunto. Le sue mani guantate di rosso si contrassero facendo crepitare i fogli che stringeva in mano.

— Ti rendi conto di quello che stai facendo, figliola? Ti rendi conto che stai disobbedendo a un ordine della Gerarchia e del Grande Dio che la Gerarchia serve?

— Sento nel profondo del mio cuore di non essere degna di questo onore. Non posso. — Questa volta il suo cenno d’assenso fu più risoluto e Jarles sentì di nuovo qualcosa pungolargli le costole.

Chulian balzò in piedi dalla panca che condivideva con Jarles. — Nessun cittadino comune può contestare le decisioni della Gerarchia, perché sono giuste! Io qui avverto più di una semplice cocciutaggine, più di una deplorevole ostinazione. Esiste un solo genere di cittadino che teme di entrare nel Santuario. Io qui sento odore di… stregoneria! — proclamò con enfasi teatrale e si batté il petto con il palmo della mano. Contemporaneamente, la sua veste scarlatta si gonfiò e, senza perdere la propria rigidità, si sollevò in ogni punto di una spanna dal suo corpo, con l’effetto, terribilmente grottesco, di farlo assomigliare a un piccione paonazzo e gozzuto. A completare l’opera, un’aureola violetta gli illuminò il cranio rasato.

I cittadini impallidirono. Naurya, invece, si limitò a sorridere debolmente: i suoi occhi verdi sembravano trafiggere la figura dilatata di Chulian.

— E quando se ne sente l’odore poi è facile trovarne le prove! — riprese il piccolo sacerdote, con aria trionfante.

Fece alcuni rapidi passi avanti. Il suo guanto scarlatto e gonfio afferrò la spalla di Naurya senza quasi dare la sensazione di toccarla, ma Jarles vide la ragazza mordersi le labbra per trattenere un gemito. Poi, il guanto scivolò di scatto verso il basso strappando la spessa stoffa del grembiule e scoprendo la spalla.



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