«Non ne avrò più neppure nella mia. Ho chiamato il disinfestatore per sbarazzarmene, e quando rientrerò non ce ne sarà più neanche uno.» Questo gli ricordava qualcosa che aveva detto Joe al mattino, pensò. Qualcosa sui guai che incontrava, perché nessuno aveva bisogno di far disinfestare la propria casa.

«C’è una cosa…» disse Ann al venditore. «Si ricorda tutti gli elettrodomestici che ha nominato… la lavatrice, e il frigorifero, e…»

«Sì, certo.»

«Però non ha parlato della cucina elettrica.»

«Davvero?» fece il venditore. «Ma come ho fatto a dimenticarmene? Certo che viene fornita anche la cucina elettrica!»

9

Quando l’autobus arrivò a Cliffwood, cominciava a farsi buio. Vickers comprò un giornale al drugstore all’angolo e attraversò la strada, ed entrò nell’unico bar pulito del paesino.

Aveva ordinato qualcosa da mangiare, e stava aprendo il giornale, quando una vocina acuta lo salutò.

«Ehi, salve, signor Vickers.»

Vickers posò il giornale e alzò gli occhi. Era Jane, la bambina che era andata a fare colazione da lui.

«Oh, ciao, Jane,» disse. «Cosa fai di bello qui?»

«Io e la mamma siamo venute a prendere il gelato per cena,» spiegò Jane. Si appollaiò sull’orlo della sedia, di fronte a lui. «Dov’è stato tutt’oggi, signor Vickers? Ero venuta a trovarla, ma c’era un uomo che non ha voluto farmi entrare. Ha detto che stava ammazzando i topi. Perché ammazzava i topi, signor Vickers?»

«Jane!» fece una voce.

Vickers alzò la testa, e vide una donna, elegante e bella di una bellezza matura, che gli sorrideva.

«Non le dia retta, signor Vickers,» disse.

«Oh, non mi disturba certamente. È una bambina meravigliosa.»

«Io sono la signora Leslie,» disse la donna, «la mamma di Jane. Siamo vicini da tanto tempo, ormai, ma non ci siamo mai incontrati personalmente.»



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