
La donna sedette al tavolo.
«Ho letto alcuni dei suoi libri,» disse, «e sono davvero splendidi. Purtroppo, però, non li ho letti tutti. Ho così poco tempo.»
«Grazie, signora Leslie,» disse Vickers, e si chiese se lei avrebbe pensato che la ringraziava perché non aveva letto tutti i suoi libri.
«Avevo intenzione di venirla a trovare,» continuò la signora Leslie. «Stiamo organizzando un Circolo Finzionista, e io ho il suo nome nel mio elenco.»
Vickers scosse il capo.
«Ho molto da fare,» disse, «E per principio non faccio parte di nessun circolo.»
«Ma questo,» disse la signora Leslie, «sarebbe proprio… be’, si può dire che è del suo genere.»
«Le sono grato per avere pensato a me.»
La signora Leslie rise.
«Lei ci giudicherà un po’ sciocchi, signor Vickers.»
«No,» disse lui, «Non sciocchi.»
«Infantili, allora.»
«Visto che lei mi ha suggerito questa parola,» disse Vickers, «sì, sono d’accordo. Sì, devo ammetterlo, mi sembra un po’ infantile.»
L’ho fatta grossa, pensò. Adesso rigirerà il discorso in modo da far sembrare che sono io e non lei a dirlo. Racconterà ai vicini che io ho le detto in faccia che il circolo è una cosa infantile.
Ma la donna, stranamente, non sembrava offesa, e neppure risentita.
«Sì, immagino che debba sembrare infantile a uno come lei, che ha tanto da fare a ogni minuto, che ha tutte le ore della giornata piene. Ma vede, mi hanno detto che è un sistema eccellente per trovare un interesse… un interesse al di fuori di quelli abituali, voglio dire.»
«Non ne dubito,» disse Vickers.
«C’è molto da lavorare, a quanto ho capito. Quando lei ha deciso il periodo nel quale le piacerebbe fingere di vivere, deve leggere il più possibile su quell’epoca, e far molte ricerche, e poi bisogna tenere il diario, giorno per giorno, per esporre tutte le attività quotidiane, e non soltanto un paio di frasi: e bisogna renderlo interessante, se possibile emozionante.»
