
Non era sorprendente che ci fossero i Finzionisti, si disse. Con i suoi libri e il suo manoscritto, anche lui era uno di loro.
10
Guardò sotto il vaso di fiori, all’angolo del terrazzo coperto per prendere la chiave, ma non c’era; e allora ricordò che aveva lasciato la porta aperta, in modo che Joe potesse entrare a sbarazzarlo dei topi.
Girò la maniglia ed entrò e si avviò per andare ad accendere la lampada sulla scrivania. Sotto la lampada c’era un foglio di carta bianca, coperto di goffi scarabocchi a matita:
Jay: ho fatto il lavoro poi sono tornato indietro e ho aperto le finestre per fare andar via l’odore. Ti darò cento dollari per ogni topo che riesci a trovare. Joe.
Un rumore lo fece voltare, e allora vide che sotto il portico c’era qualcuno, seduto sulla sua sedia preferita, qualcuno che si dondolava avanti e indietro, pigramente, mentre la brace della sigaretta accesa tracciava nell’oscurità una linea sottile, ondulata e danzante.
«Sono io,» disse Horton Flanders. «Ha già mangiato?»
«Sì, qualcosa in paese.»
«Che peccato. Avevo portato un vassoio di sandwich e della birra. Pensavo che forse avrebbe avuto appetito, e siccome so che non le piace troppo cucinare…»
«Grazie» disse Vickers. «Adesso non ho fame. Possiamo mangiarli più tardi.»
Gettò il cappello sulla poltrona, e uscì sotto il portico.
«Ho preso la sua sedia,» disse il signor Flanders.
«La tenga pure,» disse Vickers. «Questa è altrettanto comoda.»
