Le ultime eco degli annunci di pace non si erano ancora spente, e la guerra fredda continuava ad infuriare.

La guerra fredda continuava da anni, naturalmente, e prometteva di continuare ancora per molti altri. Gli ultimi quarant’anni erano stati un succedersi di crisi, di notizie fatte circolare ad arte e subito smentite, di guerricciole sempre in atto e di guerre mondiali che non scoppiavano mai, fino a quando il mondo, stanco di quell’alternarsi di terrore e speranza, di quella guerra fredda che assumeva mille aspetti e non finiva mai, aveva cominciato a sbadigliare in faccia alle nuove voci di distensione e alle crisi che ormai si succedevano a dozzine.

Un tizio, in uno sconosciuto college della Georgia, aveva stabilito un nuovo primato mangiando un numero incredibile di uova crude, e un’affascinante diva del cinema stava per cambiare di nuovo marito, e i lavoratori dell’acciaio minacciavano di entrare in sciopero.

C’era un lungo servizio sulle persone scomparse, e Vickers ne lesse la metà, quanto gli bastava. A quanto pareva, il numero delle persone che sparivano senza lasciare traccia continuava ad aumentare, intere famiglie alla volta, e in tutto il paese la polizia stava perdendo la testa. C’era sempre stata della gente che scompariva, affermava l’articolo, ma si era trattato di singoli individui. Adesso da una comunità sparivano due o tre famiglie, e due o tre da un’altra, e non se ne trovava più traccia. Di solito, appartenevano alle classi più povere. In passato, quando un individuo scompariva, di solito c’era qualche ragione: ma in questi casi di sparizioni collettive sembrava che non vi fossero motivi, a parte la miseria: e l’autore dell’articolo e le persone da lui intervistate non sapevano spiegarsi perché qualcuno volesse o potesse sparire a causa della miseria.

C’era un titolo che annunciava: Uno scienziato afferma: vi sono molti mondi.

Vickers lesse parte del pezzo:



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