
— Non ti può sentire — ricordò Mary a Dunworthy.
— Badri! — gridò di nuovo questi. — Ti devo parlare.
— Non ti può sentire, James — ripeté Mary, alzandosi in piedi. — Il divisorio è a prova di suono.
Badri disse qualcosa a Latimer, che aveva ancora in mano lo scrigno, e quando Latimer si limitò a fissarlo con espressione sconcertata gli tolse di mano l'oggetto e lo posò su un segno tracciato per terra con il gesso.
Dunworthy si guardò intorno alla ricerca di un microfono, ma non riuscì a trovarne uno.
— Come hai fatto a sentire il discorsi di Gilchrist? — chiese allora a Mary.
— Gilchrist ha premuto un pulsante, laggiù — spiegò la donna, indicando un pannello murale adiacente alla rete.
Intanto Badri si era rimesso a sedere alla consolle e stava parlando nel microfono: in risposta ai suoi comandi gli schermi della rete cominciarono ad abbassarsi, per poi tornare a sollevarsi ad una parola da parte di Badri.
— Gli avevo raccomandato di controllare tutto, la rete, i calcoli dell'apprendista… tutto — spiegò Dunworthy, — e di bloccare immediatamente la transizione se avesse trovato qualche errore, senza badare a quello che Gilchrist poteva avere da dire in merito.
— Ma di certo Gilchrist non metterebbe a repentaglio la sicurezza di Kivrin — protestò Mary. — Mi ha detto di aver preso ogni precauzione…
— Ogni precauzione! Non ha effettuato esami preliminari né controlli dei parametri. Noi della Sezione Ventesimo Secolo abbiamo compiuto per due anni transizioni con oggetti prima di provare con un essere umano, mentre lui non ha fatto neppure una prova. Badri gli ha consigliato di rinviare la transizione almeno del tempo necessario a eseguirne una ma invece Gilchrist ha anticipato la data di due giorni. Quell'uomo è un totale incompetente.
— Ma ha spiegato perché la transizione deve avvenire oggi — spiegò Mary. — Lo ha detto nel suo discorso, affermando che la gente del 1300 non prestava molta attenzione alle date, tranne che per il tempo del raccolto e della semina e per le festività religiose.
