
Molte delle idee originali per le mie storie vengono da libri per i quali provo il più profondo disprezzo. È come per i suonatori di campane… si eseguono delle variazioni, si mettono insieme tutte le possibili combinazioni e risposte possibili e questo rende la storia originale, anche se affronta tematiche vecchie e sfruttate. In "Firewatch" [1982; "Servizio antincendio"], ad esempio, gran parte della vicenda non è altro che una risposta personale agli errori commessi, a mio giudizio, dai protagonisti delle storie sui viaggi nel tempo. E questo aspetto è presente, in parte, anche in Doomsday Book. Mi è capitato spesso di sentir affermare: «Ecco, questa è la pronuncia del Middle English». Ma come fanno a saperlo? Non sappiamo neppure l'esatta pronuncia delle parole di quarant'anni fa. Si può parlare fino a domani delle leggi di rotazione consonantica e via discorrendo, ma non esiste una trascrizione fonetica di come parlava la gente. E in tutti i libri sui viaggi nel tempo, i personaggi imparano qualche antica lingua e poi se ne vanno allegramente a conversare con Sofocle. Secondo me questa è pura follia. Faremmo già fatica a capirci se tornassimo indietro di cinquant'anni, figuriamoci in un paese straniero.
