
Adesso sto scrivendo una storia che è la mia risposta a Balla coi lupi, un film contro il quale ho strepitato per settimane, rischiando di farmi cacciare da Greeley, Colorado, dove invece tutti lo adoravano. Cercherò di offrire la mia immagine del West, anche se in realtà la storia si svolgerà nello spazio e affronterà il tema di ciò che veramente accade quando una tecnologia avanzata ne incontra una più arretrata, e quali sono le vere responsabilità. Non credo che si possa ridurre tutto a uno scenario di vincitori e vinti e secondo me è folle dare una lettura di questo tipo. Cinque o sei anni dopo il massacro di Custer, Toro Seduto partecipava al Wild West Show di Buffalo Bill, firmava autografi, sfilava in parata ed era corteggiato da sindaci, governatori e presidenti. Questa mi sembra davvero una follia. E così ho pensato di scrivere la mia versione sul tema "conquistiamo-gli-alieni", che non avevo mai affrontato prima. Ci sono tantissimi generi di storie che voglio scrivere; le idee spuntano come funghi e mi diverto a giocare con tutte quante.
Una delle domande che mi sento rivolgere più spesso è come sono arrivata alla fantascienza. Nelle tavole rotonde femministe, mi chiedono come ci si sentiva ad essere una donna che cercava di sfondare in un campo che apparteneva agli uomini. Non mi sono mai accorta di subire discriminazioni. Chissà, probabilmente scrivevo meglio di altri, quindi sono riuscita a pubblicare fantascienza; per me non ci sono mai state barricate. Le donne nella fantascienza sono sempre esistite ed io ero decisa ad essere una di loro.
Esiste anche una versione revisionista della storia secondo la quale non c'erano donne nella fantascienza finché, alla fine degli anni sessanta, Joanna Russ e Ursula K. Le Guin hanno dato l'assalto alle barricate e all'improvviso le donne sono calate come gli Unni invadendo il campo.
