Murgatroyd piagnucolò.

— E penso, — aggiunse freddamente Calhoun, — che qualcuno può aver bisogno di un buon calcio nel suo apparato negativo di alimentazione!

Si slacciò la cintura di sicurezza e si gettò a tuffo attraverso la cabina in cui non c’era alcuna gravità. Nell’oscurità aperse la porta di un ripostiglio. Quel che fece nell’interno di solito era compiuto da un uomo che calzava guanti fortemente isolanti, nella griglia di atterraggio del Quartier Generale. Fece scattare certi interruttori che avrebbero permesso lo scarico delle batterie di accumulatori di potenza che facevano funzionare la superpropulsione della nave. Per inserire nella superpropulsione anche solo una nave da cinquanta tonnellate ci volevano mostruose quantità di energia e quando la nave ne usciva mostruose quantità venivano immagazzinate. La potenza consisteva in pochi grammi di energia pura, naturalmente e per ragioni di sicurezza quelle quantità erano immesse nelle batterie Duhanne soltanto prima del lancio della Nave Medica e ne erano tirate fuori non appena tornava. Ma ora, Calhoun aveva aperto interruttori che avevano reso disponibili enormi quantità di energia da gettare nel campo di forza d’atterraggio che lo circondava… se fosse stato necessario.

Fluttuò di nuovo verso la poltrona di comando.

La nave si scosse. Violentemente. Era mossa dal campo di forza senza alcuna delicatezza. Le mani di Calhoun fecero appena in tempo ad afferrare lo schienale della poltrona, prima che la scossa avvenisse, e quasi furono costrette a lasciare la presa. Evitò per un pelo di essere sbattuto contro la parete posteriore della cabina dalla improvvisa accelerazione. Ma era ben lontano dal pianeta. Era alla estremità di una leva lunga ottanta chilometri e per riuscire a fare in modo che questa leva riuscisse a sbatacchiarlo brutalmente erano necessari determinati controlli. Ma qualcuno li stava facendo. La scossa cambiò direzione. Fu sbattuto selvaggiamente contro la poltrona alla quale si era aggrappato. Lottò. Un’altra scossa, in un’altra direzione. Ancora un’altra. Lo sbatté violentemente nella poltrona.



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